Una mostra di Emergency sull’Afghanistan nella vetrina della bottega del mondo L’Acqua Cheta

Informare sulle vicende afgane e ribadire la contrarietà ad ogni forma di guerra, nel solco tracciato da Gino Strada: è questo il senso della mostra realizzata dai volontari del gruppo territoriale pistoiese di Emergency all’interno della vetrina Bottega del commercio equo e solidale L’Acqua Chetadi via della Madonna 50, a Pistoia.  

Foto degli ospedali di Emergency in Afghanistan, immagini di Gino Strada in sala operatoria, monili e oggetti tipici dell’artigianato afgano, frasi, libri e tante bandiere della pace compongono l‘allestimento che rimarrà esposto nella vetrina della bottega del mondo per tutto settembre.

Oltre all’esposizione visibile anche dall’esterno a chiunque passi da via della Madonna, all’interno della bottega sono a disposizione per la consultazione volumi, brochure e materiale didattico sulla situazione afgana.

Per l’Associazione L’Acqua Cheta – spiegano i volontari dell’Acqua Chetaaccogliere Emergency nella propria bottega significa ribadire quella vicinanza di intenti e di valori che lega le due realtà e rappresenta un invito a fare rete a livello locale, anche per incidere maggiormente a livello globale. In questo momento ci è sembrato importante ed urgente informare sulla situazione afgana, nel solco tracciato da Gino Strada. Per questo motivo abbiamo chiesto ad Emergency, che da oltre 20 anni è presente in Afghanistan, di collaborare alla realizzazione di una mostra”.

Emergency ha iniziato a lavorare in Afghanistan nel 1999. Da allora ha curato più di sette milioni di persone: in un Paese di poco più di 30 milioni di abitanti, si può dire che una persona su 6 ha ricevuto l’aiuto di Emergency. In più di 40 anni di guerra, in Afghanistan c’è stato circa un milione e mezzo di morti, centinaia di migliaia di feriti e mutilati, oltre quattro milioni di profughi. La guerra iniziata nell’ottobre 2001 continua a ferire, uccidere e distruggere. E sul terreno c’è ancora l’eredità delle guerre precedenti: mine antiuomo e ordigni inesplosi continuano a mutilare bambini e adulti, soprattutto civili. Negli ultimi mesi, l’annuncio del ritiro delle truppe internazionali dal suolo afgano, in seguito agli accordi di Doha, ha causato un’escalation dei combattimenti. I talebani hanno velocemente ripreso il controllo di molte aree del Paese, fino ad arrivare, a metà agosto alla capitale Kabul. In alcuni casi, i combattimenti si sono svolti vicino agli ospedali di Emergency, tanto da costringerli a spostare i pazienti nelle aree più protette e a distribuire volantini per chiedere alle parti di rispettare le strutture e garantirne la sicurezza. Nonostante questo, gli ospedali non hanno mai interrotto le attività e continuano a rappresentare un punto di riferimento per la popolazione locale, offrendo assistenza, cure gratuite e di qualità alle vittime del conflitto, come sempre.

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